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Artista bizantino, produttore di Icone
non nella sintesi formale,
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s’intende, ma nell’insieme di significati
che l’opera sottende. Lui,
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l’Altro, la manifestazione per mezzo
dell’angelo, la materia, la donna;
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di creta, di bronzo, di radica o di
tronco, sintesi dinamica e ieratica
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che si stacca dalla fisicità degli
oggetti, si torce, si eleva, cerca spazio
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nell’aria circostante, lo trova nella
dimensione di cose visibili e incarnate.
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A Byzantine artist who makes icons,
not synthesizing the from but expressing the
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various meaning implied in a work
as a whole.
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He, the Other one, the Revelation
trough the Angel, the matter, the
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woman; in clay, bronze, brier or log
wood, as a dynamic and hieratic
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syntesis separates itself from material
things, twisting and rising,
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searching for a place in the surrounding
air and finding it in the
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dimension of visible, personified
things.
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| Opere di particolare rilievo : | ||
| 1979 | Monumento funebre ad Enna | |
| 1980 | Realizza fontana a Cesarò (Me) | |
| 1981 | Monumento dedicato a Don Bosco Cesarò (Me) | |
| 1983 | Monumento dedicato alla Famiglia ad Enna | |
| 1981 | La piccola Demetra ,Enna | |
| 1986 | Madonna dell'autostrada , Termini - Marzilla | |
| 1989 | Centro fontana le Tre Sirenette, Enna | |
| 1990 | Monumento dedicato ai caduti della seconda guerra mondiale a Valguarnera (EN) progetto Termini-Marzilla | |
| 1994 | Realizzazione"Cristo sulla montagna" a Cesarò (Me) Termini- Marzilla | |
| 1998 | Realizzazione fontana monumentale a Calascibetta (En) Termini-Marzilla | |
| Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. | ||
| Si sono occupati delle sue opere quotidiane nazionali ed internazionali. | ||
| La Sicilia di Catania, Il Giornale di Sicilia di Palermo, L'Espresso Sera, L0Ora di Palermo, Bolaffi Arte di Torino, Vademecum dell'arte italiana Torino, il Quadrato, gli anni 60 e 70 degli Artisti Italiani, IL Talento di Machiano (Avellino), il Trittico di Trieste, il Vivaio di Roma, La Revue Moderne des Arts et de la Vie Aprichi ed altri. | ||
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Laboratorio Aperto
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| http://www.ennaweb.it/terminimarioscultore | ||
| e.mail: mario_termini@estranet.it - mario_termini43@hotmail.com | ||
| vive e lavora ad Enna in C/da Pollicarini trav. T n°1 - tel: 0935/541987// cell: 0347/1208027. | ||
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Negritudo
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Opere di Mario Termini
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Cefalù
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3- 17 marzo 2001
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| Legno, terra, acqua, fuoco, metallo, aria. Mario Termini procede nel fare artistico come alchimista nella sua negritudo di regolo e compasso , volutamente inesatta come inesatta è la storia degli uomini nel trapassare da una vita all’altra, di madre in figlio, dalla casa paterna all’esilio. La donna incarna la metafisica del necessario nella potenzialità del “traguardo” (come di colei che guarda attraverso) e del “trasmettere” (di colei che trasmette agli altri). L’uomo si flette sotto il peso di questa ciclopoica femminilità, invadente ma necessaria. Il nodoso, tenace, attorto tronco è attraversato dal corpo femminile che “radica” nel legno di ulivo e dal sottosuolo porta linfa verso l’alto generando frutto. La composizione degli elementi crea materia; essa, diventa di volta in volta, paradigma di un epos (il cavaliere che emerge dalla radica è Serlone d’Altavilla, nipote del Gran Conte Ruggero I, caduto in battaglia presso Nissoria nel 1063 ca.; foto 1) o metafora dell’elevarsi al divino con mani operose, retti nel farlo da animule di un sesso ben definito (foto 2). Prendere ancora “corpo”. Distorcere verso l’alto dal grembo alle nuvole. Seguire la linea continua dell’orizzonte e quella altrettanto definita di fianchi o di collo. Tirare in alto il petto e le braccia…..distendere…..torcere…..cercare la posizione nello spazio…ricadere pure, ma con infinita cura (foto 3). Balzare in avanti…energia che disgrega atomi all’intorno (foto 4). Ascendere di un moto scalare (foto 5). Restare a guardare (foto 6) per la necessità di rimanere nelle cose come in una massa unica, lasciando che emerga, anche solo abbozzata, la parte aerea e ben levigata dell’anima (foto 7). | ||
| C’è un tentativo di scomposizione cubista in Mario Termini, il bisogno di uno sguardo fattoa pezzi, uno per ogni segno del corpo (foto 8). A contatto con l’etere la materia urta e si distende in superfici ora glabre, ora nodose. Angoli ben definiti – spes- alterni a cavità cupe- dubitatio. L’opera di Mario Termini è metastorica. Si avverte traccia di negritudine (foto 9-10) in essa. | ||
| Di questo malo desio, di questo procedere per sottrazioni, in levare, lo spazio vuoto e quello pieno sono materia qualificante. L’uno e l’altro si coniugano definitivamente nella “danza” (foto 11), omaggio a Matisse, pietra di paragone di quella ricerca alchemica che ebbe inizio da elementi informi e che trova senso compiuto solo ora, ora che bisogna procedere a mani strette…verso dove non è dato conoscere. | ||
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Vittorio Ugo Vicari
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La vita, l’esistenza umana e terrena
come spettacolare miscellanea di sacro
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e profano, di fisico e di metafisico,
di gioia e dolore. Un continuo
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incontrarsi e scontrarsi di aspetti
contrastanti, a volte antietici, a volte
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componibili armonicamente fra di loro.
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| Queste tra le altre, sono le prime impressioni, le prime sensazioni che affiorano, osservando le sculture di Mario Termini. E’ un’osservazione che si sviluppa spontanea, che nasce dai più profondi livelli dlla coscienza e della psiche umana. | |
| Forme artistiche che nascono dalla vita quotidiana, da una contemplazione armoniosa della realtà circostante e di quella, ben più insondabile, del cervello umano. La contemplazione di un uomo, di un artista, di colui cioè scorge la linfa della vita in ogni cosa, anche nelle forme apparentemente morte ed inanimate. E’ così allora che una scultura acquisisce una sorta di anima, un soffio vitale che la rende foriera di messaggi umani, di discorsi, di suggerimenti, di sollecitazioni appena accennate. | |
| E’ così che scorgiamo, in ognuna delle sculture di Mario Termini, un “doppio volto ”, due aspetti egualmente importanti eppure distinti. | |
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Santi Mirabella
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| L’analisi dell’artista diventa, allora, un vedere per accadimenti, per tempi trasfusi dall’intelligenza pittorica e poetica, ma ancor più dall’immaginazione creatrice in spazi surreali o di realismo lirico; al punto che qualche critico ha parlato, a proposito delle opere di Termini, di arte della fantasia più che di arte della memoria, a cui attinge la mediazione dell’intelligenza. Ma in Mario Termini realtà e fantasia non sono elementi contrari e contrapposti, poiché, per lui, dipingere e scolpire è come fermare la realtà e materializzare la fantasia; per cui ne risulta un’arte, pittura, scultura, grafica, emotiva di timbro lirico: in ogni opera rompe gli spazi con l’occhio della tecnica e della fantasia, dove domina l’uomo, anzi la donna come eterno femminino. Ne viene fuori un impianto compositivo di slanci dinamici protesi alla conquista di prospettive liriche, in sintesi di spazio e forma, di strutture statiche ( il quadro in quanto tale ) e di dinamici slanci. | |
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Edoardo Fontanazza
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